Fuoco incrociato

Bologna. Via del Carraccio, entrata laterale della stazione. Sto fumando una sigaretta. Questa volta per andare all’appuntamento non ci vado a piedi percorrendo strade e viottoli, attraversando il centro fino alla periferia della città. Stranamente fa anche meno caldo, oggi, ad agosto, rispetto all’ultima volta che mi sono trovato qui. O forse ero solo sudato come una bestia per aver trascinato per trenta minuti una valigia con una ruota mezza incastrata sui ciottoli sconnessi del centro cittadino.

“Tutti abbiamo un vissuto”. No, simpatica femminista incontrata in un bar del Pratello, che dici che tu puoi definirti troia ma non possono dirtelo gli altri, e hai pure ragione, ma non tutti hanno lo stesso vissuto. Le cavità degli alberi non sono tutte uguali.

Una delle ultime volta che ero finito al Pratello, anni fa, ero in giro a far baldoria con un gruppo di pompieri sbronzi e la serata era finita con un cazzotto in faccia a un tipo che si divertiva a lanciarmi delle carte da gioco dentro al bar di Sante Notarnicola, l’ex bandito poi diventato un simpatizzante brigatista. Ci ho pure abitato per qualche mese, in quella via, ma questa è un’altra storia.


Ci eravamo tutti trovati in un casale isolato, immerso nel verde, sulle colline bolognesi per fare un brainstorming per il film Crossfire. Era fine novembre 2020. E’ stata una bella esperienza. Molto. Risate, lavoro e anche un fiume di vino. non dei migliori, terra di Lambrusco, che è un po’ come bere la gazzosa. Qualcuno si è perso per strada nel frattempo. Cose che capitano in un gruppo. L’importante è essere arrivati fino alla fine. Tempi enormi per arrivarci, a questa fine, sicuramente. Sacrifici, giorni e notti di lavoro persi, diventate settimane e poi mesi. E adesso gli ultimi giorni serrati di montaggio, a volte anche dodici ore di seguito, per finire una storia per me iniziata nel luglio 2019.

Il 3 novembre 2020 Markiv, imputato per omicidio del reporter Rocchelli, viene assolto al processo di appello. In quei giorni, in quel casale, parlammo al telefono con il pm del processo di primo grado, Zanoncelli. C’era stata da parte sua la volontà di rilasciare una intervista e c’era un reciproco apprezzamento. L’onore delle armi. Ma poi la procura di Pavia non diede l’autorizzazione.

C’era già stato un primo viaggio in Ucraina, a novembre. Poi un secondo, a dicembre. Le carte prese a Monza. Il tribunale, passandoci davanti e quel ricordo che non sparirà mai di una morte annunciata al telefono. E poi un terzo viaggio. E nonostante le problematiche legate alla pandemia, ci sono volute altre interviste in giro per l’italia. Le riprese si sono chiuse ufficialmente a marzo.

Per settembre, incrociando le dita, il film sarà pronto. Stiamo rivedendo il rough-cut, poi sarà mandato allo studio che si occupa della grafica e della animazioni e in seguito dovrà fare altri passaggi. Una gestazione sofferta e lunga questa, per una vicenda complicatissima che ha lasciato il segno su molti di quelli che l’hanno seguita.

Mesi interi, divenuti anni ormai, dedicati a realizzare prima una investigazione giornalistica e poi un film su questa vicenda. Ora ho visto in video tutto quello quello che ho messo in fila nella mia mente. Tutto quello che ho prima intuito, cercato, verificato e poi scritto su carta, pensando e ripensando un racconto per immagini. Non è finita del tutto, ma è come essere arrivati al penultimo salto in una corsa ad ostacoli. Poco dopo c’è il traguardo. Finisce il viaggio.

E poi ti riposi, finalmente. Forse.

Ho un bicchiere di Bowmore 15 anni accanto, adesso. Una tradizione dopo la chiusura di un lavoro. L’odore del torbato mi entra nelle narici. Chiudo gli occhi e inspiro profondamente dal bicchiere. La sensazione è fantastica, qualcosa che ti avvolge. Mi riporta a un viaggio in Scozia, in macchina, con un gruppo di amici. Primi anni ’90. La leggerezza di venti anni fa.

Rose di pietra

Let me put you in the picture
Let me show you what I mean
The messiah is my sister
Ain’t no king, man, she’s my queen

La mia spada piantata nel terreno

Ci sono fuochi che vanno spenti

Niente brucia per sempre

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